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Infortuni muscolari

Altra pillola, come promesso.

Parleremo di infortuni muscolari, cercando di fare chiarezza in un argomento dove regna più di qualche dubbio. Gli infortuni muscolari sono tra i più comuni traumi in medicina dello sport. Sotto questo termine generico si includono patologie che comportano un vero e proprio danno muscolare (lesioni da trauma diretto o contusioni e lesioni da trauma indiretto o strappi – lesioni distrattive), oppure quadri clinici più lievi che non causano una vera lesione delle fibre muscolari (contratture e stiramenti). Le cause più frequenti delle lesioni muscolari dipendono da:
- eccessivo affaticamento
- squilibri muscolari
- tensioni muscolari eccessive
- non adeguato riscaldamento
- scarsa coordinazione muscolare
- insufficiente recupero
- fattori ambientali climatici
- irregolarità dei terreni

CLASSIFICAZIONE
TRAUMA DIRETTO O CONTUSIONE
- lieve
- moderata
- severa

TRAUMA INDIRETTO
- contrattura
- stiramento
                                                      I grado
- lesione distrattiva (strappo)       II grado
                                                      III grado
Nella breve trattazione odierna ci occuperemo esclusivamente delle lesioni muscolari da trauma indiretto, quelle più frequenti nel podista.

CONTRATTURA
L'atleta che si procura una contrattura avverte un fastidio che non gli impedisce di terminare la competizione. Il dolore compare dopo il termine della gara

o il giorno successivo. L'anatomia patologica del muscolo ipercontratto é muta. Non si verifica una vera e propria lesione della miofibrilla, ma un aumento diffuso del tono di tutto il muscolo o di una parte di esso come reazione ad uno stimolo troppo intenso e prolungato.

STIRAMENTO
Lo stiramento muscolare é caratterizzato dal dolore che insorge progressivamente durante l'attività sportiva, senza quindi dare un'impotenza funzionale immediata tanto che, generalmente, non impedisce la prosecuzione dell'allenamento o della gara. L'atleta che si produce uno stiramento muscolare riesce ad individuare nel tempo l'esordio della sintomatologia senza però rapportarla ad un determinato gesto tecnico. In questi casi è opportuno interrompere l'attività per evitare di complicare il quadro, potenzialmente evolutivo verso la lesione distrattiva. Anche nello stiramento, come nella contrattura, non vi è danno anatomico macroscopico delle fibre muscolari. Clinicamente si rileva un diffuso aumento del tono muscolare: il muscolo presenta un'area ben localizzabile che può estendersi come un vero e proprio cordone doloroso per tutta la zona interessata dalla lesione.

LESIONE DISTRATTIVA – STRAPPO
La lesione distrattiva (strappo) è caratterizzata dalla rottura di un gruppo di fibre muscolari, più o meno estesa. Il dolore è acuto ed insorge in modo improvviso, con preciso riferimento al gesto tecnico: è localizzabile in un punto preciso del muscolo e l' impotenza funzionale è tanto più precoce quanto più grave è la lesione. Il quadro clinico costringe l'atleta ad interrompere immediatamente l'attività sportiva. L'esame obbiettivo, se effettuato precocemente, può evidenziare una sorta di "scalino" o un vero affossamento del tratto del muscolo interessato. Il muscolo perde la sua capacita di allungamento. Vengono riconosciuti tre livelli di gravità in relazione alla percentuale del diametro muscolare interessato dalla lesione.
I GRADO: la lesione interessa meno del 5% delle fibre muscolari e rimane confinata all'interno del singolo fascicolo
II GRADO: interruzione incompleta dell'unità mio-tendina con coinvolgimento percentuale che coinvolge fino al 50% delle fibre
III GRADO: la rottura interessa oltre il 50% delle fibre fino alla lacerazione completa. Quando la lesione interessa la giunzione mio-tendinea, indipendentemente dalla quota percentuale di fibre coinvolta, viene classificata in tale grado In tutti i gradi di gravità si realizza versamento ematico che sarà tanto maggiore quanto più elevato è il numero di fibre interessato. È necessario intervenire immediatamente con ghiaccio, elevazione dell'arto, bendaggio compressivo e riposo funzionale (protocollo RICE). Determinante, a fini diagnostici, eseguire a distanza di 48-72 ore un esame ecografico, capace di definire con estrema precisione sede ed entità del danno muscolare, al fine di programmare un corretto percorso terapeutico e dettare i tempi per una ripresa dell'attività sportiva senza rischi per l'atleta.

Vi ringrazio per l'attenzione e ……. alla prossima somministrazione.

Marco Scrocca

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  1. pietro
    26 gennaio, 2012 a 6:26 | #1

    …interessante ho letto con attenzione e mi sono ricordato di tante cose…ho praticato l’attivita’ agonistica (calcio) da quando avevo 8 anni sino a 34 e sono rientrato in molti di questi infortuni… dopo aver rotto il menisco (rimase il ginocchio bloccato e mi tolsero una parte di cartilagine) sono aumentati i guai per una cattiva postura e perche non estendo perfettamente la gamba destra…. mi stirai persino una parte degli addominali bassi!grazie Scrocca e quando ti vedo ti faccio qualche domanda… e’ evidente che non avro’ la fortuna di correre come i due eroi di gnicche gia’ lo so!!! ah ah la cartilagine e’ finita da tempo feci una risonanza 6 mesi fa… ho delle piccole artrosi che per ora mi consentono di correre e allenarmi duramente.

  2. Roberto Farinelli
    26 gennaio, 2012 a 12:57 | #2

    @pietro
    Condroitina, glucosamina……non guarisce come promettono, ma arresta il processo degenerativo……1 pillola tutti i giorni.
    Io la prendo ormai da tempo….

  3. 26 gennaio, 2012 a 16:40 | #3

    Doctor….mi sono permesso di pubblicare il tuo articolo nella sezione tecnica del ns sito http://www.motusport.it ed anche nella ns fan page e bacheca di facebook. Di solito sono articoli molto visitati da atleti di tutta italia…..e ritengo sia utile a fare chiarezza su un argomento sul quale spesso si fa molta confusione. Ovviamente articolo pubblicato a firma tua. Spero di avre fatto cosa gradita. Ciao. Pietro

  4. marco scrocca
    26 gennaio, 2012 a 18:25 | #4

    Pietro nessun problema. Io metto a disposizione il mio conoscere e la mia esperienza senza alcuna pregiudiziale, ben conoscendo le preoccupazioni che affliggono gli atleti alle prese con infortuni di vario genere..
    Quando pubblico qualcosa puoi tranquillamente pubblicarlo sul tuo sito, sempre che l’argomento sia di interesse.
    A presto.

  5. Pietro
    26 gennaio, 2012 a 20:37 | #5

    so che esistono dei modi per curarsi ma sapevo che non costan poco…
    @Roberto Farinelli

  6. Marco Scrocca
    26 gennaio, 2012 a 22:56 | #6

    Condroitina solfato e glucosammina solfato, precursori glucidici, normalmente utilizzati nella terapia delle osteoartrite quali protettori cartilaginei, non hanno altra funzione che quella di rallentare i fenomeni di usura nelle condropatie. NON RICOSTITUISCONO in nessun modo il patrimonio condrocitico, ma riducono l’usura di quello superstite.
    Precisazione opportuna.
    Saluti

  7. Roberto Farinelli
    27 gennaio, 2012 a 6:25 | #7

    @Marco Scrocca
    Rallentano o arrestano ad essere ottimisti……non mi sembra poco, vero dottore? In un mare di prodotti per l’integrazione alimentare che il più delle volte non servono a nulla, credo siano due elementi cui il runner non dovrebbe rinunciare. Per prevenzione a chi sta bene come me, sicuramente, ma anche a chi ormai la cartilagene l’ha usurata e perlomeno non vuole peggiorare la situazione. Cosa ne pensa?

  8. Roberto Farinelli
    27 gennaio, 2012 a 6:35 | #8

    @Pietro
    Pochissimo qui:
    http://www.puritan.com/glucosamine-chondroitin-045?cm_re=HomePage-_-MainMinis-_-Glucosamine-chondroitin-045
    Se aspetti, spesso fanno le offerte paghi 1 e 2 sono gratis…..
    Poi ci sono le spese di spedizione dall’America, ma i margini per risparmiare ci sono AMPIAMENTE.
    Sito sicurissimo, testato già due volte. La merce arriva senza problemi. Con posta ordinaria passa tutti i controlli e non si pagano le tasse.

  9. Marco Scrocca
    27 gennaio, 2012 a 8:17 | #9

    Purtroppo in condizioni di integrità della cartilagine tali precursori non sono capaci di costituire una sorta di “riserva”, pertanto sono inutili. Essi sono efficaci soprattutto in fae di iniziale condropatie, quando il danno è minimo. Quando il danno interessa a tutto spessore la cartilagine e si estende all’osso subcondrale, la loro efficacia è praticamente nulla.
    A presto

    @Roberto Farinelli

  10. pietro
    27 gennaio, 2012 a 16:25 | #10

    @Marco Scrocca
    … il fatto e’ che la cartilagine l’ho finita completamente…si vede dalla risonanza… il dottore che mi visito’ in argentina mi disse che aumenteranno i dolori con il tempo…invece quando mi operarono al menisco (10 anni fa) mi tolsero una parte di cartilagine, e mi dissero che da li’ in poi si sarebbe usurata completamente. Cosi’ e’ stato.

  11. marco scrocca
    27 gennaio, 2012 a 16:35 | #11

    La prossima pillola sarà sulla CARTILAGINE, dato il grande interesse che suscita questa membrana MERAVIGLIOSAMENTE RESISTENTE E DRAMMATICAMENTE FRAGILE.
    A presto.

  12. pietro
    27 gennaio, 2012 a 17:29 | #12

    …fu molto doloroso ma pensando ad ora fu meglio quando ruppi il setto nasale! a presto

  13. 29 gennaio, 2012 a 21:59 | #13

    EHI DOCTOR SCUSA MI SONO DIMENTICATA DI DIRTI CHE anche questa tua ultra perla è finita nella nostra cartella allenamenti sul forum qui

    http://www.runnerspercaso.it/forum/viewtopic.php?f=8&t=8424

    grazie doctor Scrocca!

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