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Ingannare il tempo

Per i podisti di qualsiasi livello indossare il pettorale la domenica mattina significa misurarsi non solo con gli altri alteti ma soprattutto contro un avversario implacabile: il tempo. Se non lo si prende con lo spirito giusto il tempo diventa  in breve un'ossessione, uno stress che fa perdere di vista l'essenza stessa della pratica sportiva. Già la giornata di per se è una continua corsa contro il tempo: sveglia, lavoro/scuola, impegni familiari, hobbies, allenamenti: alla fine si arriva a fine giornata pensando già al giorno dopo. Così passano le settimane, i mesi e gli anni, in modo frenetico, quasi senza accorgersene. 

Domenica, partendo per ultimo alla "Torre di Gnicche", ho avuto il piacere di vedere in azione Gianfranco Gragnoli (Rinascita Montevarchi) e Bruno Amerini (GP Riccardo Valenti Rapolano), i due "meno giovani". Curando le iscrizioni alle nostre gare ero rimasto colpito da questi due signori che, malgrado l'età ed i consigli delle persone di "buon senso", la domenica mattina si alzano di buon ora per partecipare ad una gara in pieno inverno. Con l'andatura che il fisico gli consente e con un bel sorriso hanno percorso i 13 km in circa 1h31'37". Nei resoconti post-corsa si parla sempre dei primi, ci si complimenta con chi ha realizzato una prestazione eccellente, ma forse sono proprio le persone come Gianfranco (1938) e Bruno (1939) ad avere trovato il sistema per ingannare il tempo, e per questo meriterebbero un premio speciale, veri vincitori morali della manifestazione. Oltre all'ammirazione per la volontà di mettersi alla prova, se ci penso bene provo anche una certa invidia: avrò la fortuna, la forza e la salute nel 2045 di partecipare alla 40^ edizione della Torre di Gnicche?

Mazu_wizard

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  1. pietro
    25 gennaio, 2012 a 6:20 | #1

    …probabilmente sono i veri eroi di giornata, grandi!

  2. Roberto Farinelli
    25 gennaio, 2012 a 7:48 | #2

    Grande Mazu, bellissima riflessione…..onore ai vincitori!

  3. claudio
    25 gennaio, 2012 a 7:59 | #3

    Il discepolo ha ormai superato il maestro.Mi inchino alla tua saggezza.

  4. Redsrunner
    25 gennaio, 2012 a 10:50 | #4

    Bravo Massimo, ancora una volta, con la tua non comune sensibilità, hai saputo cogliere la vera essenza di questa bellissima giornata. Onore a te, dunque, che oltre tutto ti sei sacrificato per l’ottima riuscita dell’evento, e onore ai nostri ….”buon vecchi ma pur sempre validi” atleti.

  5. gianni bianchi
    25 gennaio, 2012 a 12:10 | #5

    Giusta riflessione Massimo,trà l’altro domenica vedere la gara da spettatore mi ha offerto vari spunti,ho notato con piacere molte facce conosciute che per la prima volta affrontavano la gara,tante persone che al momento del ritiro del pacco gara mi chiedeva di mantenere il “primo”pettorale,insomma anche daal’altra parte si respira sempre una bella aria,teniamoci stretto questo sport!!

  6. Silver Runner
    25 gennaio, 2012 a 12:15 | #6

    Grande Massimo.
    Onore all’esperienza e lunga vita ai veterani.
    Oltre che grande stima, non nascondo di provare grande invidia per certi indomiti atleti.
    Grandissimi.

  7. Paolo Maggini
    25 gennaio, 2012 a 20:37 | #7

    L’importante è correre per divertirsi e quanto lo si fa in compagnia, senza cercare la prestazione esasperata ed in più in un percorso vario e gradevole, il divertimento è assicurato.
    Il divertimento si ripete a Febbraio alla corsa di Civitella in val di Chiana (sperando che il piede non mi si infortuni nuovamente …)

  8. Francesca Innocenti
    25 gennaio, 2012 a 23:14 | #8

    Molti giovani sedentari e senza alcun spirito sportivo dovrebbero prendere esempio da questi due grandi atleti!!

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