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Una bella compagnia per un bel gioco

20 Luglio, 2010

Prendo  spunto dalla  imprese  che  ogni settimana  a suo modo ognuno di noi porta a termine e dai commenti che  su questo sito  puntualmente  le  accompagnano. Sempre traspare  una  sincera  ammirazione per il  coraggio  e la forza d'animo dei singoli, oltre che una profonda devozione per la corsa. Adesione dopo adesione siamo diventati una grande squadra non solo dal punto di vista numerico. Il potere dell'aggregazione ha fatto si che  podisti con personalità sorprendenti entrassero in contatto tra loro, come se  si fossero conosciuti da sempre. Sotto il segno della corsa sono nate profonde amicizie. Basta andare a leggere i commenti presenti in questo blog all'indomani di alcune gare  per capire  quello che accade nelle persone quando si fanno prendere da questa passione. Ci si scopre di essere dei novelli  Don Chisciotte smaniosi di compiere imprese smisurate.  Tradizionalmente nella  nostra squadra si è sempre respirato un clima amichevole e gaio e quello che stiamo vivendo ora, è uno dei momenti più alti di questo percorso. Ad ogni appuntamento si tratti di  allenamento o  gara, non mancano  mai  situazioni divertenti.

Allo stesso tempo però tutti noi  interpretiamo  la corsa come un qualcosa di profondamente serio.

Siamo consapevoli di essere dei privilegiati che per scelta o per caso abbiamo avuto la fortuna di  far parte di un grande  movimento che talvolta ci proietta in situazioni  che  sembrano essere al di fuori del tempo e dello spazio.

In molti di noi c'è la diffusa sensazione che questo sport  sia qualcosa di più di un semplice esercizio agonistico, più o meno consapevolmente  viviamo la corsa  come una vera e propria filosofia di vita.

Mi chiedo sempre più spesso  perchè  un'attività così semplice, povera e a volte dolorosa, coinvolga sempre più tanta gente. Probabilmente il senso di svuotamento prodotto dalla  (in) civiltà  moderna  è così acuto che la  corsa  è percepita come  un potente antidoto contro la sofisticazione della realtà. Forse è davvero un modo  tra i più efficaci per arrestare questo processo che sembra inarrestabile.

Come in poche altre discipline sportive, nel gesto  e nella pratica della corsa si mescolano la bellezza e il dolore, la rigorosa disciplina e l'ascolto d el proprio corpo

e ci aiuta a mantenerci giovani di spirito.

Basterrebbe solo questo per dirgli grazie.  

 

witko 55

Podistica Arezzo

  1. Gianluca
    20 Luglio, 2010 a 16:34 | #1

    Condivido in pieno il tuo pensiero…ed è proprio la nostra anima che trae maggior beneficio da questo meraviglioso sport.

  2. Fabio Arcioni
    21 Luglio, 2010 a 8:53 | #2

    è uno sport individualista in cui si cerca sempre di dare il massimo, a volte anche di più… è una continua sfida con te stesso e con gli altri. e rimangono amicizie, bei ricordi, a volte piccole imprese..

  3. Roberto Farinelli
    21 Luglio, 2010 a 12:57 | #3

    Fa sempre piacere leggere articoli belli come questo che descrivono stati d’animo comuni.
    E’ incredibile come anch’io provi ogni volta le stesse sensazioni descritte….forse e’ proprio questa la magia di questo sport.

  4. fabione
    21 Luglio, 2010 a 17:27 | #4

    Che spettacolo di articolo, vado subito a correre anche se sono stanco morto!!

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