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Chi ha vinto la Maratona di Roma 2010

22 Marzo, 2010

Che per l'ultimo anno ha visto l'arrivo e la partenza nel Viale dei Fori Imperiali, dal 2011 si sposterà sotto l'Arco di Costantino? Come Abebe Bikila sul traguardo dell’Arco di Costantino alle Olimpiadi di Roma 1960,  l'etiope Siraj Gena (2h08'39") ha trionfato oggi nella 16^ edizione della Maratona di Roma, dedicata alla memoria del mitico campione passato alla storia per aver vinto un titolo olimpico senza scarpe.

Il tempo finale del vincitore è stato di 2h08'39". Ancora Etiopia in campo femminile, dove oltre alla vincitrice Firehiwot Dado Tufa (che conferma il successo dello scorso anno, 2h25'28" il tempo finale) il secondo ed il terzo sono andati alle connazionali Kebebush Haile e Mare Dibaba, staccate di pochi secondi. Non ci sono aggettivi sufficienti poi per Alex Zanardi, che ha vinto la gara delle handbike e migliorato il record della corsa di 3'.

Ma tra gli amatori hanno vinto tutti gli 11006 uomini e donne arrivati al traguardo.

Una corsa dura, con un clima quasi caldo nella prima metà e poi disturbato dal vento contrario nel secondo tratto, un percorso di continui saliscendi e, nella fase finale, dove ormai le energie sono allo stremo, il fondo irregolare dei sanpietrini che non aiuta l'appoggio del piede. L'ultima s alita, di circa 200 metri per girare intorno

al Colosseo, quando ne mancano 500 al traguardo, sembra dura come Poti. L'affetto del pubblico lungo il percorso e la bellezza del contesto fanno però dimenticare in fretta diffcoltà e fatica, ed alla fine rimane la grande soddisfazione di avere fatto ancora una volta un'impresa da ricordare.

Del nostro gruppo  al traguardo il più veloce è stato Lorenzo Alberti in 3h15'07", poi Francesco Delfini 3h16'44",  Stefano Rossi 3h19'01", Fabrizio Graziotti 3h38'03" infine Massimiliano Cuccoli e Massimo Zurli in 3h42'50". Devo includere una nota personale a questo racconto: è veramente una grande soddisfazione ed un piacere, pur in un contesto di grande fatica, correre un'intera maratona, dalla partenza all'arrivo, con un amico.

Se poi questo amico si presta a fare da pacemaker e fornire supporto, sia morale che pratico (ai rifornimenti), l'arrivo per mano sul traguardo rimarrà a lungo impresso nella mia memoria. Se dall'anno scorso ho tolto mezz'ora sul tempo della Maratona di Roma, molto dipende dall'allenamento ma un grazie speciale lo merita Massimiliano.

La giornata di festa si è poi completata con i racconti delle impressioni dopo l'arrivo, ed una lenta processione verso l'albergo per doccia e ritiro bagagli, con la verifica del percorso (che sul navigatore GPS ha variato tra 42,60 e 42,95 km) , con le gambe indurite dalla sforzo e l'allegria di quelli che tutto sommato ce l'hanno fatta.

Altra nota di colore, Emanuela Martinelli dell'Atletica Sestini con 3h14'10" è giunta 4^ di categoria, 31^ femminile e 713^ assoluta, e soprattutto prima degli aretini. Il derby Podistica – Sestini è finito tutto sommato in parità, più atleti al traguardo la seconda, tempi medi migliori per la prima.

Resoconto eventi

  1. claudio viti
    22 Marzo, 2010 a 22:27 | #1

    Ho sentito un pò di commenti,li riassuno così .Come sempre al termine delle maratone ci sono due categorie di podisti .Quelli che ripartirebbero tra una settimana per una nuova avventura e quelli che promettono a se stessi di non farne più,ma già il giorno dopo cambiano idea e vanno a scrutare il calendario, meditando dove e quando riprovare.
    COMPLIMENTI A TUTTI,SIETE STATI BRAVISSIMI.
    Un pensiero particolare per Massimiliano che ha fatto qualcosa di eroico,che in tanti promettono di fare ma che in pochi fanno.

  2. massimiliano
    23 Marzo, 2010 a 0:36 | #2

    EMOZIONI ROMANE

    Ogni maratona ha la sua storia, il suo fascino e le sue emozioni da portarsi dentro per sempre.
    Affronto la mia terza maratona in un mese, dopo averne fatte due sui tempi del personale (3h 21m),
    con il rammarico di non essermi gustato il piacere di correre e di aver guardato piu’ l’orologio che le bellezze dei luoghi attraversati.
    Decido quindi di rallentare un po’ e Roma e’ sicuramente il luogo ideale visto il contesto in cui si svolge la gara. Piu’ che la citta’ eterna sembra di correre eternamente sospesi nel tempo passando su strade e luoghi intrisi di storia. Basta alzare lo sguardo, nell’area della partenza, per ritrovarsi circondato da monumenti quali il Colosseo e i Fori Imperiali che ti fanno immaginare di appartenere ad un tempo ormai lontanissimo. Il mio sogno non lo nascondo sarebbe di correre la regina delle ultramaratone, la 100 km del Passatore. Poi leggendo qua e la nei forum che ne parlano, spiegando pro e contro, mi imbatto in quello di Albanesi. Lui e’ molto drastico nella sua posizione contro le ultramamaratone scoraggiando a parteciparvi. Ma un fatto certo, appurato su me stesso, e’ che migliorare anche di soli 5 minuti il tempo sulla maratona e’ senz’altro piu’ difficile che fare una 100 km. E’ per questo che voglio raccontarvi di un’atleta riuscito in un impresa mastodontica. Ho avuto l’onere poi rivelatosi un onore di accompagnare per tutta la maratona di Roma l’amico Massimo. Gia’ il nome evoca quello di gladiatori leggendari.
    Solo un anno fa’ partecipando a questa stessa corsa impiegava 4h e 11m venendo da mesi di allenamento fatti per lo piu’ di entusiasmo e voglia di entrare in un mondo nuovo a lui cosi lontano fino a poco tempo prima. Ci siamo iscritti insieme alla Podistica Amatori Arezzo nel gennaio 2009 e, se io ho iniziato ad allenarmi nella primavera del 2008, lui e’da pochi mesi che lo faceva.
    All’inizio, come ovvio, i risultati non erano molto incoraggianti. Ma la sua costanza, tenacia e umilta’ unita ai consigli di runner piu’ esperti insieme all’esperienza maturata sulla strada lo hanno portato a fare passi da gigante. A Firenze quattro mesi prima era giunto in 4h e pochi secondi migliorando di 11m il suo personale ma non era soddisfatto per alcuni problemi fisici che a due terzi di gara che lo avevano fatto rallentare. Per consolarlo a poco sono serviti i miei complimenti sulla prestazione e i consigli a non aver fretta di bruciare le tappe. Gli ho spiegato che ci vogliono anni a diventare runner e raccogliere le prime soddisfazioni personali. Non so se in parte per merito mio ma cosi pare aver fatto. Allenandosi sempre piu’ si presenta al via con una “escalation” di prestazioni convincenti testimoniate dal personale sulla mezza di Verona (1h 36m) e una 30 km alla Strasimeno con una media sotto i 5 minuti. Siamo sulla linea di partenza vicino ai “pacemaker” delle 3h e 45m con l’obbiettivo di batterli. Lo guardo parlandogli per stemperare la tensione pensando a quando anche per fare 100 metri prendeva la moto o la macchina. Lo speaker della corsa annuncia la partenza dei disabili intanto che le fasce di partenza diventano una sola in un pigia pigia generale. Adesso dagli amplificatore la musica aumenta fino a diventare assordante e a far scomparire la voce di chi parla. L’adrenalina e’ a mille unita alle urla di quasi tutti i partecipanti alla gara che per un attimo si sentono al pari dei top runner li davanti. Il conto alla rovescia si capisce dalle note della canzone THE FINAL COUNTDOWN degli EUROPE. Poche centinaia di metri e siamo in piazza Venezia, le terme di Caracalla e giu’ fino al Circo Massimo poi la Piramide e la Basilica di S.Paolo. Pochi km ma una concentrazione altissima che ci porta a non strafare rimanendo sulla nostra tabella di marcia di 5 minuti a km. Molti ci sorpassano pieni di entusiasmo anche se poi pagheranno con il passare dei km. Nei pressi dell’isola Tiberina il pubblico aumenta, affacciandosi tra di esso la nostra fotografa ufficiale ed unica tifosa Grazia. L’euforia generale ci porta ad una andatura poco sotto i 5 minuti tra piazza Cavour e Citta’ del Vaticano fino al Foro Italico. Sono piu’ di 2 ore di corsa e i primi doloretti si avvertono, almeno per cio’ che mi riguarda.
    Massimo sta bene e cio’ mi conforta perche’ ora un vento fresco e contrario inizia a soffiare su di noi dandoci un po’ di sollievo all’inizio ma che ben presto rivelera’ invece molto fastidioso.
    La corsa in un lungo rettilineo fino a piazza Navona, passando per l’Ara Pacis, inizia veramente.
    Le persone che camminano o ferme per dolori muscolari aumentano in maniera esponenziale ed ora anche Massimo inizia ad accusare. Quasi non parla piu’ e cerco di stargli davanti a fargli l’andatura per quello che sono le mie possibilita’. Ai ristori gli passo da bere ma ripartire per lui e’ come andare in salita. Lo sprono con il miraggio di un tempo finale fantastico ma sicuramente le urla dell’unica tifosa Grazia lo aiutano di piu’. A dire il vero la parte finale scorre tra due ali di folla festante che da sole ti spingono verso un traguardo ormai vicinissimo e una soddisfazione immensa. Ma al rifornimento del 40° km temo il peggio. Ho paura che Massimo si fermi. Non ha una bella cera e anch’io sono molto stanco. Gli appoggio la mano sulla schiena come per spingerlo, per farlo ripartire urlandogli qualcosa e lui va riprendendo il ritmo anche se e’ salito fino i 5m e 40s. All’ultimo km finalmente l’apoteosi. Torna a sorridere e parlare incontrando il fotografo ufficiale della uisp Chianciano, con cui scambia una battuta, fino ad allungare negli ultimi 500 mt temendo quasi mi lasciasse indietro. Sul traguardo arriviamo insieme prendendoci la mano e facendo segnare il tempo di 3h 42m 50s. L’abbraccio dopo la linea d’arrivo e’ un ringraziamento reciproco per un impresa sua personale che abbassa il suo tempo di 19 minuti dalla precedente maratona e mio in egual misura per averne orgogliosamente fatto parte. Adesso vorrei dire a Massimo di non adagiarsi
    perche’ da profano forse e non da esperto credo possa migliorare fino alle 3h e 35m gia’ nell’anno finanche alle 3h e 30m il prossimo. Comunque migliorare di 29 minuti in un solo anno e’ stata veramente un’impresa e un vittoria al pari dell’etiope Gena.
    Ancora grande Massimo.

    Massimiliano

  3. Gianluca
    23 Marzo, 2010 a 15:07 | #3

    Grandi!! siete state bravissimi!

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