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Cura dei particolari

26 Febbraio, 2011

Visto l'elevato grado di sollecitazione a cui sono sottoposte, le unghie dei piedi per un podista non sono solo dei particolari, ma un elemento importante. Da Giorgio Garello di Asics Italia alcuni consigli, estratti da un'intervista di qualche tempo fa, che risponde a domande sulle unghie annerite.
 

 

Vanno analizzati diversi fattori, legati ad esempio alla scarpa oppure al podista e in ogni caso a prescindere dalla marca della scarpa. Di norma in produzione le scarpe hanno delle misure standard, ma hanno anche delle tolleranze come tutti i materiali di  produzione su larga scala.

Quindi puo' succedere che ammettendo delle tolleranze anche solo del +/- 0,5, 1% si possono verificare delle differenze di misura di 3/4 mm. che rendono la scarpa un po' piu' corta o viceversa. A questo punto è facile che il dito del piede più lungo, a volte l'alluce o a volte il melluce (2° dito) tenda a toccare la tomaia all' interno della scarpa e tutte le volte che il piede tocca terra e spinge è come se con un piccolo martelletto si desse un colpetto sul dito e l'unghia a lungo andare (direi dai 15 km.

in su')  crea il problema che segnalate.

Poi possiamo analizzare che utilizzando una calza più spessa ci sia una maggiore compressione che concorre anch'essa al problema.  Attenzione perchè lo stesso puo' verificarsi con una scarpa più comoda o un po' piu' lunga perchè lo spazio in più tra l'estremità del piede e la tomaia permette alle dita di "rimbalzare" e anche questo puo' essere all'origine della questione. La scarpa poi puo' essere tagliata e cucita nella parte anteriore interna della tomaia con degli spessori che di volta in volta cambiano leggermente e che toccando punti nuovi del piede e delle dita provocano la tumefazione. In ogni caso la tumefazione non è altro che una bolla/flittene che si rompe e sanguina ma rimane compressa sotto l'unghia e di norma non è mai dolorosa. L'atleta poi può essere anch'egli causa del problema, perchè correndo magari più a lungo (pensiamo ai maratoneti o agli ultramaratoneti) si sottopone a maggiori stress biomeccanici che concorrono alla formazione del problema; poi la biomeccanica di corsa, la stanchezza, la reattività muscolare, l'elasticità  possono influire a modificare gli appoggi, e in conseguenza essere causa di questo tipo di fastidi. Nella mia esperienza di ultramaratoneta, non ho nessun rimedio preventivo, posso suggerire invece che quando il "danno" è fatto e solo dopo si puo' bucare la pelle della bolla, con un ago disinfettato, che in alcuni casi puo' sporgere sotto l'unghia provvedendo a disinfettare molto accuratamente, almeno 2/3 volte al giorno,  la parte e  lasciando spurgare sempre bene la parte. Mai provare a bucare l'unghia, non forzare mai il distacco dell'unghia sino eventualmente a quando quella nuova sottostante ha già un minimo di consistenza. Eventualmente se l'unghia che sta per staccarsi dà fastidio si puo' limare delicatamente nei punti in cui "punge o taglia". Ma attenzione questi sono rimedi "da battaglia", non dimentichiamoci mai, che sono soluzioni che un medico non approverebbe, quindi prima di fare dei danni "provando strani rimedi" dobbiamo affidarci ad un medico  perchè è molto facile provocare delle infezioni che ci obbligherebbero allo stop forzato.  


Fonte: http://operazionegasparotto.gazzetta.it/post/11608675/quelle-maledette-unghie-nere-colpa-delle-scarpe-non-sempre

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